Corso di formazione · Erasmus+ KA153-YOU

SAFE–HI

Safeguarding e gestione dei gruppi: imparare a costruire spazi in cui tutti possano sentirsi accolti, ascoltati e al sicuro.

SAFEGUARDINGYOUTH WORKGROUP CARE
Partecipanti SAFE-HI in cerchio durante un’attività di formazione sulla gestione dei gruppiMARINA DI LEPORANO · 2026
Periodo
22–30 settembre 2026
Luogo
Marina di Leporano (TA)
Partecipanti
24 youth workers
Codice progetto
2025-3-IT03-KA153-YOU-000373275
Paesi
ItaliaRomaniaLettoniaPortogalloGermaniaBulgaria

Il progetto

La sicurezza si costruisce insieme.

Un contesto di apprendimento non diventa sicuro per caso. Servono attenzione, regole comprensibili, ascolto e strumenti per riconoscere tempestivamente ciò che non funziona.

SAFE-HI ha riunito a Marina di Leporano 24 persone attive nel lavoro con i giovani, provenienti da sei paesi europei. Nel training course i partecipanti hanno affrontato safeguarding, prevenzione dei rischi, confini personali, gestione dei conflitti e delle dinamiche di gruppo.

L’approccio si è basato sull’educazione non formale: esercizi pratici, confronto fra esperienze, momenti di discussione e attività collaborative, con spazio per ascoltare prospettive differenti.

Regole condivise durante il percorso: un promemoria concreto sul rispetto e sulla sicurezza del gruppo.
SAFE-HI / 2026

Ascolto, confini e responsabilità: le regole condivise fanno parte del percorso di formazione.

Dentro la formazione

Ascoltare. Cooperare. Riconoscere i segnali.

Il programma ha alternato momenti di lavoro in sala e all’aperto. Le fotografie restituiscono il coinvolgimento dei partecipanti, la costruzione collettiva di materiali e il confronto in piccoli e grandi gruppi.

La formazione è uscita anche dalla sede del progetto: i partecipanti hanno ideato e condotto attività in due scuole, incontrando studenti tra i 12 e i 18 anni e lavorando su rispetto, inclusione, ascolto attivo, sicurezza digitale e regole condivise per una classe più sicura.

Accordi e confini

Partire dalle regole comuni

Il gruppo ha lavorato sul significato di rispetto, convivenza e sicurezza, rendendo visibili aspettative e attenzioni condivise. Il cartellone con le regole non è un elemento decorativo: mostra una parte concreta del lavoro svolto.

Regole formulate e scritte dai partecipanti durante l’esperienza.
Lavoro collaborativo su materiali condivisi.

Cooperazione

Dare spazio alle persone

Esercizi collettivi e attività di gruppo hanno messo in gioco comunicazione, ascolto, collaborazione e adattamento. Anche le difficoltà di coordinamento possono diventare occasioni per ragionare su come facilitare un gruppo.

Confronto

Affrontare situazioni complesse

Le discussioni hanno riguardato il riconoscimento dei rischi, la gestione delle situazioni inattese e dei conflitti e il modo in cui un facilitatore può sostenere un clima inclusivo senza ignorare il disagio.

Sessione collettiva di confronto e riflessione.
Attività collettiva di SAFE-HI in cerchio

Cosa portiamo a casa

Competenze da riportare nel lavoro con i giovani.

SAFE-HI non si esaurisce nella mobilità. Il gruppo ha elaborato risultati concreti: una checklist per preparare ambienti di apprendimento sicuri e inclusivi e accordi condivisi su ascolto, rispetto e confini personali. Strumenti da adattare ai propri gruppi e alle attività con i giovani.

Safeguarding

Riconoscere rischi e segnali di disagio; porre attenzione a sicurezza e benessere.

Facilitazione

Gestire tempi, ascolto, partecipazione e dinamiche di un gruppo eterogeneo.

Conflitti

Affrontare incomprensioni e situazioni impreviste con maggiore consapevolezza.

Leadership inclusiva

Favorire fiducia, rispetto dei confini e responsabilità condivisa.

Video e testimonianze

Storie, domande e competenze: sette video da SAFE-HI.

Non un video per ogni giornata, ma sette punti di vista sulla stessa formazione. Dai segnali di una relazione sicura alle difficoltà della convivenza, dai giochi sugli stereotipi alle competenze da riportare nel lavoro con i giovani: i post raccontano situazioni concrete e voci dei partecipanti.

Segnali e confini

Green flag o red flag?

Un gioco di domande e interviste per ragionare su comportamenti e situazioni che possono emergere durante una mobilità Erasmus+: rispetto dei confini, inclusione, convivenza e spazi in cui sentirsi sicuri. L’ironia apre il dialogo sul safeguarding e sulla gestione dei gruppi.

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Voci dei partecipanti

Confessioni Erasmus+

Le risposte dei partecipanti raccontano relazioni nate in mobilità, serate interculturali, stanze condivise e piccoli conflitti. Dietro l’aspetto leggero del video emergono temi centrali del corso: ascolto, dinamiche di gruppo e modi più consapevoli di affrontare le difficoltà.

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Stereotipi, con ironia

“I’m an Erasmus student, of course…”

Cibo, orari impossibili, chiavi perse e caffè che diventa una piccola emergenza: i partecipanti giocano con gli stereotipi Erasmus+ per raccontare come si affrontano situazioni inattese, convivenza e benessere durante un’esperienza internazionale.

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Fare squadra

Sembra caos, ma è teamwork

Un’attività di gruppo mette alla prova comunicazione, collaborazione e capacità di adattarsi, anche quando ci sono barriere linguistiche. Il post racconta un punto essenziale della formazione: il safeguarding nasce anche da ascolto reciproco e cooperazione.

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Interviste fuori copione

Intervista seria… oppure no?

Alcuni partecipanti credono di dover rispondere a domande su rischi, discriminazione e attività del progetto. Il gioco consiste invece nel fermare un timer a tre secondi: tra risate e imprevisti, è anche un’occasione per costruire fiducia e vedere come il gruppo reagisce quando qualcosa cambia.

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Dopo la formazione

Cosa ci portiamo a casa da SAFE-HI?

Le testimonianze finali mettono a fuoco gli apprendimenti da trasferire nelle organizzazioni e nei gruppi giovanili: leadership, facilitazione, gestione dei conflitti, collaborazione e capacità di creare contesti più sicuri e inclusivi.

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Un ricordo condiviso

La pizzica, un mese dopo

Un ritorno alla serata interculturale italiana: alcuni partecipanti presentano e ballano la pizzica, facendo incontrare il gruppo con una tradizione del Salento. Un momento di musica e partecipazione che continua a essere condiviso anche dopo la mobilità.

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SAFE–HI / ERASMUS+ 2026

Spazi più sicuri nascono da gruppi più consapevoli.

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